GPS, chartplotter e AIS: integrazione pratica
Questo articolo spiega in modo chiaro e pratico come integrare GPS, chartplotter e AIS a bordo per ottenere una navigazione più sicura ed efficiente. L’obiettivo è fornire indicazioni operative, suggerimenti di cablaggio e configurazione, flussi di lavoro utili in navigazione costiera e d’altura, e strategie per risolvere i problemi più comuni.
Indice
- 1 Perché integrare GPS, chartplotter e AIS?
- 2 Componenti fondamentali e loro ruoli
- 3 Protocolli e cablaggio: NMEA 0183, NMEA 2000 e Ethernet
- 4 Schema di integrazione pratico
- 5 Configurazione software: passi chiave
- 6 Interpretare correttamente i target AIS
- 7 Procedure operative: esempi pratici in navigazione
- 8 Problemi comuni e come risolverli
- 9 Manutenzione e buone pratiche
- 10 Aspetti normativi e sicurezza
- 11 Checklist rapida per l’integrazione
- 12 Conclusione: integrazione come miglioramento operativo
- 13 Risorse pratiche finali
Perché integrare GPS, chartplotter e AIS?
L’integrazione tra GPS, chartplotter e AIS trasforma dati isolati in informazioni azionabili. Il GPS fornisce posizione, velocità e rotta; il chartplotter visualizza mappe elettroniche, rotte e waypoints; l’AIS mostra i contatti marittimi dinamici con classe, velocità e rotta. Insieme, permettono di:
evitare collisioni con maggiore anticipo;
navigare con precisione lungo rotte pianificate;
migliorare la consapevolezza della situazione (situational awareness);
facilitare comunicazioni e coordinamento con altre unità.
Componenti fondamentali e loro ruoli
Il GPS
Il GPS (o GNSS, se si utilizzano più sistemi come GLONASS, Galileo, BeiDou) è il sensore di posizione. A bordo può essere integrato nel chartplotter o presente come unità esterna con uscita NMEA. I parametri chiave sono l’accuratezza, la velocità di aggiornamento (Hz) e la presenza di antenne esterne per ridurre interferenze.
Il chartplotter
Il chartplotter è il display principale che combina mappe elettroniche (ENC, raster), dati di navigazione e layer dinamici come AIS, radar e sensori di bordo. Funzioni importanti da verificare:
compatibilità con formati cartografici (vector, raster);
supporto per NMEA 0183 e NMEA 2000 per la condivisione dati;
capacità multi‑display e networking;
funzioni di route planning e avvisi di prossimità.
L’AIS
L’Automatic Identification System (AIS) è un sistema di scambio automatico di informazioni tra navi e stazioni costiere. Esistono classi diverse (Class A per navi commerciali, Class B per imbarcazioni da diporto), e dispositivi che possono essere:
transponder (trasmettono e ricevono dati);
ricevitori solo RX (ricevono AIS ma non trasmettono);
integrazione via VHF o tramite interfacce dati dedicate.
Protocolli e cablaggio: NMEA 0183, NMEA 2000 e Ethernet
La corretta integrazione dipende dalla conoscenza dei protocolli usati per lo scambio dati.
NMEA 0183
Protocollo seriale a bassa velocità, usa frasi testuali (es. GGA per posizione GPS, VDM/VDI per AIS su certi convertitori). È semplice ma limitato in termini di banda e numero di dispositivi collegabili.
NMEA 2000
NMEA 2000 è un bus CAN con maggiore capacità, plug & play e unificazione dei dati sensoriali. Molti chartplotter moderni supportano direttamente NMEA 2000, rendendo più semplice condividere dati tra GPS, strumenti di bordo, AIS gateway e autopilota.
Ethernet e networking
I chartplotter avanzati usano Ethernet per condividere mappe, radar e tracce AIS tra più display. L’Ethernet marino è spesso basato su TCP/IP ma richiede switch e cavi di qualità per resistenza ambientale.
Schema di integrazione pratico
Di seguito uno schema operativo tipico per un’imbarcazione da diporto che vuole integrare GPS, chartplotter e AIS in modo robusto e flessibile.
1) Antenna GPS esterna
Installare un’antenna GPS esterna su un punto alto e privo di ostacoli. Collegare l’antenna al ricevitore GPS o al chartplotter (se dotato di ingresso dedicato). Se si usa un’antenna separata con uscita NMEA, distribuire il segnale verso gli strumenti tramite NMEA 0183 o tramite un convertitore a NMEA 2000.
2) Installazione AIS
Posizionare l’antenna VHF AIS a un polo radio adeguato per minimizzare onde in ombra. Collegare il transponder AIS al chartplotter via NMEA 0183, NMEA 2000 o Ethernet secondo le specifiche del dispositivo. Verificare l’alimentazione e la configurazione della MMSI sul transponder.
3) Cablaggio al chartplotter
Collegare l’uscita GPS e l’AIS al chartplotter. Se il chartplotter è il nodo centrale, impostarlo come master per la visualizzazione e la condivisione dei dati su rete. Se si usano più display, impiegare switch Ethernet marini o backbone NMEA 2000 per distribuire le informazioni.
4) Integrazione con radar e autopilota
Per la massima efficacia, integrare radar e autopilota con il chartplotter: il radar fornirà target non registrati su AIS (residui, boe, oggetti galleggianti), mentre l’autopilota può usare rotte e waypoints dal chartplotter per seguire tratte automaticamente.
Configurazione software: passi chiave
Impostare le origini dati
Verificare che il chartplotter riceva correttamente i messaggi dal GPS (GGA, RMC) e dall’AIS (VDM/VDI o pacchetti NMEA2000 AIS). Controllare porte seriali, baud rate per NMEA 0183 (tipicamente 4800 per GPS, 38400 per AIS VHF), e la presenza di eventuali conversioni da VHF ad NMEA.
Layer e priorità di visualizzazione
Configurare i layer del chartplotter: mostrare contemporaneamente carte elettroniche, rotte, waypoints, AIS targets e radar overlay. Impostare la priorità dei layer in modo che gli AIS targets siano sempre visibili sopra le carte, e attivare etichette e informazioni estese per i target di interesse.
Avvisi e regole di allerta
Impostare avvisi per distanza minima e CPA/TCPA (Closest Point of Approach / Time to CPA) su target AIS. Verificare soglie personalizzate per velocità, rotta incrociata e tipo di imbarcazione. Attivare avvisi sonori e visivi per non perdere allarmi critici.
Interpretare correttamente i target AIS
L’AIS fornisce molte informazioni: nome della nave, tipo, lunghezza, pescaggio, rotta e velocità. Per un uso efficace:
Classificare i target
Selezionare e filtrare i target per tipo (navi commerciali, barche da diporto, stazioni costiere). In presenza di molteplici target, usare filtri di distanza e assegnare colori/simboli diversi per individuare rapidamente le imbarcazioni potenzialmente rilevanti.
Valutare CPA e TCPA
Il chartplotter calcolerà automaticamente CPA e TCPA basandosi su rotta e velocità attuali. Interpretare questi parametri insieme alla capacità di manovra della propria imbarcazione. Tenere conto dei ritardi: gli AIS aggiornano frequentemente ma non istantaneamente; incroci con target vicini richiedono conferme visive e radar se disponibile.
Attenzione ai falsi positivi e ai dati obsoleti
Alcune unità AIS possono trasmettere dati non aggiornati o errati (MMSI duplicati, rotta errata). Confermare con osservazione visiva e radar prima di eseguire manovre significative. Ricordare che le imbarcazioni più piccole spesso non trasmettono o trasmettono a potenza ridotta (Class B), rendendo più difficile la loro localizzazione solo con AIS.
Procedure operative: esempi pratici in navigazione
Manovra in porto
In porto o in canali stretti, usare il chartplotter con AIS attivo e radar in overlay. Impostare soglie di CPA molto alte e mantenere comunicazione VHF con la capitaneria o con altre unità. Pianificare la rotta tenendo conto di correnti e vincoli locali e aggiornare i waypoints in tempo reale se necessario.
Traversata in mare aperto
Durante la traversata, monitorare i target AIS su lungo raggio e impostare allarmi per target che si avvicinano entro distanze utili. Pianificare rotte che evitino aree di traffico intenso segnalate dalle mappe e mantenere il chartplotter in modalità di visualizzazione piena per rilevare cambiamenti rapidamente.
Notte e condizioni di scarsa visibilità
In condizioni di scarsa visibilità, aumentare la sensibilità degli avvisi AIS, usare radar in modalità guard zone, e assicurarsi che le luci di navigazione siano funzionanti. Mantenere equipaggio dedicato alla sorveglianza e registrare eventuali eventi rilevanti per debriefing post‑traversata.
Problemi comuni e come risolverli
Il chartplotter non vede l’AIS
Controllare alimentazione e cablaggio, verificare che il transponder AIS stia trasmettendo (spie LED), assicurarsi che le porte dati siano impostate correttamente e che il baud rate sia quello previsto. Se si usa NMEA 2000, verificare terminatori e alimentazione del bus.
Dati GPS intermittenti
Verificare l’antenna e la sua posizione: schermature metalliche, interferenze da VHF o AIS antenna troppo vicina possono degradare il segnale. Controllare collegamenti e massa, e provare a spostare o estendere il cavo dell’antenna se possibile.
Target AIS duplicati o spostati
Questo può essere dovuto a multipath radio o a gateway AIS che rilanciano segnali. Verificare la presenza di più fonti AIS; usare filtri del chartplotter per raggruppare o ignorare target duplicati e confermare con radar o osservazione visiva.
Manutenzione e buone pratiche
Controlli periodici
Eseguire controlli regolari su antenne, connessioni e cavi: corrosione, allentamento, infiltrazioni d’acqua. Aggiornare il firmware di chartplotter, radar e AIS quando disponibili per mantenere compatibilità e sicurezza.
Backup e ridondanza
Prevedere sistemi ridondanti: una seconda antenna GPS o un ricevitore portatile, un secondo display o tablet con app di navigazione che può fungere da backup in caso di guasto del chartplotter principale. Salvare regolarmente rotte e waypoints su dispositivi esterni.
Aspetti normativi e sicurezza
Verificare le normative locali riguardanti l’uso dell’AIS (alcuni paesi richiedono la registrazione dell’MMSI per unità oltre una certa stazza). Tenere conto delle regole di rotta e delle responsabilità del comandante: l’AIS è uno strumento di supporto, non sostituisce la navigazione tradizionale e la responsabilità di evitare collisioni rimane del navigante.
Checklist rapida per l’integrazione
Prima dell’installazione
– Verificare compatibilità tra chartplotter, AIS e GPS.- Pianificare il percorso dei cavi e i punti di montaggio delle antenne.
Durante l’installazione
– Montare antenna GPS in posizione libera da ostruzioni.- Installare antenna VHF/AIS su traliccio stabile e isolato.- Collegare dispositivi al bus appropriato (NMEA0183/NMEA2000/Ethernet).
Dopo l’installazione
– Configurare porte dati e baud rate.- Verificare ricezione GPS e targets AIS.- Testare allarmi CPA/TCPA e overlay radar se disponibile.- Registrare MMSI e controllare trasmissioni AIS in condizioni reali.
Conclusione: integrazione come miglioramento operativo
L’integrazione tra GPS, chartplotter e AIS è una delle evoluzioni più utili per la sicurezza e l’efficienza della navigazione moderna. Con una corretta installazione, configurazione e manutenzione, questi sistemi forniscono una consapevolezza della situazione che riduce i rischi e facilita le operazioni quotidiane. Ricordare sempre di affiancare gli strumenti elettronici a metodi di navigazione tradizionali e all’osservazione diretta per decisioni sicure a bordo.
Risorse pratiche finali
Checklist operativa rapida
– Verificare alimentazione e connessioni ogni giorno.- Controllare aggiornamenti firmware settimanalmente o prima di lunghe traversate.- Eseguire prove di allarme AIS e di overlay radar in porto.- Mantenere una lista di contatti VHF e procedure di emergenza facilmente accessibile.
Consigli per l’acquisto
Scegliere dispositivi con buone recensioni di affidabilità marina, supporto aggiornamenti e compatibilità per future espansioni. Preferire chartplotter che supportino nativamente più protocolli di rete e con display leggibili in pieno sole.
Formazione e pratica
Organizzare esercitazioni a bordo per tutto l’equipaggio sull’uso degli strumenti, lettura degli avvisi AIS e procedure in caso di rischio collisione. La tecnologia è efficace solo se l’equipaggio sa interpretarla e usarla correttamente.
Con questi presupposti, l’integrazione pratica di GPS, chartplotter e AIS diventa un asset fondamentale per la gestione sicura e professionale della navigazione.



