Indice
- 1 Introduzione: perché questo tema è cruciale
- 2 Definizioni essenziali
- 3 Fisiopatologia: come l’acqua fredda mette in pericolo
- 4 Valutazione rapida della scena: priorità
- 5 Manovre di recupero: come avvicinare e recuperare in sicurezza
- 6 Valutazione primaria a bordo: ABC e temperatura
- 7 Trattamento iniziale dell’ipotermia a bordo
- 8 Trasporto e comunicazione con soccorsi avanzati
- 9 Gestione dei casi specifici
- 10 Complicanze da monitorare dopo il recupero
- 11 Prevenzione M.O.B. e riduzione del rischio di ipotermia
- 12 Linee guida pratiche per diportisti e equipaggi piccoli
- 13 Approfondimenti medici: cosa fa l’ospedale
- 14 Checklist rapida in caso di M.O.B. con ipotermia
- 15 Domande frequenti (FAQ)
- 16 Conclusioni: priorità pratiche da ricordare
- 17 Risorse per continuare a prepararsi
- 18 Riflessione finale
Introduzione: perché questo tema è cruciale
L’uscita in mare, che sia per lavoro o per svago, porta con sé rischi specifici. Tra questi, due emergenze sono strettamente correlate e potenzialmente letali: l’evento M.O.B. (Man Overboard, ovvero la caduta di una persona in mare) e la ipotermia dovuta all’immersione in acqua fredda. Sapere come riconoscere, intervenire e gestire correttamente queste situazioni può fare la differenza tra la vita e la morte. In questo articolo troverai indicazioni operative, priorità d’azione e consigli pratici, utili sia a diportisti che a equipaggi professionali.
Definizioni essenziali
Che cos’è un M.O.B.?
Il termine M.O.B. indica la caduta accidentale di una persona in acqua. L’evento può avvenire per scivolamento, urto, malore o errata manovra. Le conseguenze dipendono dalle condizioni del mare, dalla temperatura dell’acqua e dalla prontezza dell’equipaggio.
Che cos’è l’ipotermia?
L’ipotermia è la caduta della temperatura corporea centrale al di sotto dei valori normali (in genere <35°C). In acqua fredda il corpo perde calore molto più rapidamente che in aria: l’acqua conduce il calore circa 25 volte più velocemente. L’ipotermia può insorgere in pochi minuti in acque molto fredde e in alcune decine di minuti in acque relativamente più miti.
Fisiopatologia: come l’acqua fredda mette in pericolo
Risposta immediata all’immersione
Subito dopo l’immersione in acqua fredda si attiva il cosiddetto “cold shock”, con iperventilazione, aumento della frequenza cardiaca e rischio di inalazione d’acqua. Questo stadio iniziale (primi 1-3 minuti) è spesso la causa primaria di annegamento.
Perdita di calore e ipotermia progressiva
Dopo il cold shock, la perdita di calore cutaneo porta a ipotermia progressiva. Le funzioni neurologiche e motorie si riducono: la capacità di nuotare e di mantenersi a galla diminuisce, la voce si annulla e la consapevolezza si deteriora. A temperature centrali molto basse si verificano aritmie pericolose e collasso cardiovascolare.
Valutazione rapida della scena: priorità
Sicurezza dell’equipaggio
La prima regola è evitare di creare nuovi caduti. Immobilizza la barca, comunica l’evento e assegna compiti chiari: uno alla guida della barca, uno al lancio dei dispositivi di salvataggio, uno all’osservazione del soggetto in acqua.
Allarme e procedure M.O.B.
Su imbarcazioni attrezzate esegui immediatamente la manovra M.O.B. prevista (mayday/MAYDAY se la situazione lo richiede), emetti segnali visivi e sonori e mantieni il contatto visivo con la persona in acqua. Lancia un galleggiante (boa di salvataggio, giubbotto di salvataggio) e una cima di lancio.
Manovre di recupero: come avvicinare e recuperare in sicurezza
Approccio alla persona
– Naviga lentamente e con il motore al minimo, preferibilmente avvicinandoti da sopravento per limitare la deriva.
– Evita di passare sopra la persona: manovra in modo da posizionare la poppa o il lato protetto vicino al soggetto.
– Se possibile, accosta il lato sottovento per evitare che la persona venga spinta sotto la barca.
Utilizzo di attrezzature
– Lancia una boa di salvataggio con cima.
– Se disponibile, usa la mansuetta o la scala di risalita per agevolare il recupero.
– Per cadute multiple o mare mosso, considera l’uso di un recupero con zattera o gommone.
Tecniche pratiche di recupero
– Metodo della “griglia” (grip and haul): afferra il giubbetto o l’avambraccio e tira con coordinazione tra più persone.
– Recupero con paranco o telecomando (winch): usare solo se l’imbarcazione è attrezzata e il personale addestrato.
– Recupero di una persona incosciente: avvicinare il corpo per prevenire ulteriori inalazioni e tirare la persona sulla poppa con cura evitando torsioni che possono favorire aritmie.
Attenzione all’ipotermia in fase di recupero
Durante il recupero non sottovalutare l’aspetto termico: una persona bagnata e fredda deve essere isolata appena possibile per limitare la perdita di calore. Evita movimenti bruschi che possano indurre fibrillazione in chi è gravemente ipotermico.
Valutazione primaria a bordo: ABC e temperatura
Airway, Breathing, Circulation
Subito dopo il recupero, controlla le vie aeree, la respirazione e la circolazione. Se la persona è incosciente e non respira, iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) seguendo le linee guida locali, con attenzione che l’ipotermia modifica alcune raccomandazioni standard (es. tempi di defibrillazione e farmaci).
Valutazione della temperatura
Misura la temperatura corporea centrale se hai gli strumenti adeguati (sonde esofagee, rettali o nell’orecchio con dispositivo appropriato). Se non disponibili, valuta i segni clinici: brividi, perdita di coordinazione, alterazione dello stato di coscienza.
Trattamento iniziale dell’ipotermia a bordo
Isolare e proteggere
– Rimuovi gli indumenti bagnati con cura.
– Asciuga la persona e avvolgila in coperte termiche o coperte asciutte.
– Utilizza sacchi a pelo, coperte termiche e materiali isolanti a più strati.
– Copri la testa (30% della dispersione termica avviene dalla testa).
Riscaldamento passivo e attivo
– Riscaldamento passivo: isolamento (coperte, calore corporeo di altre persone), protezione dal vento e dall’umidità. Ideale per ipotermia lieve (35–32°C).
– Riscaldamento attivo esterno: sacche termiche, coperte riscaldanti elettriche (se disponibili), borse di acqua calda ben isolate da non mettere a contatto diretto con la pelle per evitare ustioni. Usalo in ipotermia moderata.
– Riscaldamento attivo interno: somministrare liquidi caldi e isotonici per via endovenosa solo se personale medico e attrezzature sono presenti; in ambulanza/ospedale si praticano infusioni riscaldate.
Attenzione ai farmaci e alla manipolazione
– Evita movimenti bruschi ed eccessiva manipolazione della persona. L’ipotermia profonda può predisporre ad aritmie che si scatenano con manovre violente.
– In caso di arresto cardiaco da ipotermia, la rianimazione va proseguita e la defibrillazione può avere successo ma con criteri adattati (seguire linee guida di rianimazione per ipotermia).
– Alcuni farmaci possono accumularsi in caso di ipotermia: la farmacocinetica è alterata; lasciarlo al personale medico intervenire in ospedale.
Trasporto e comunicazione con soccorsi avanzati
Priorità durante il trasporto
– Mantieni la persona riscaldata e tranquilla.
– Monitorizza segni vitali, livello di coscienza e condizioni respiratorie.
– Se possibile, instrada verso il presidio ospedaliero più vicino con capacità di riscaldamento avanzato (es. riscaldamento endovena, ECMO in casi estremi).
Comunicazione chiara
Fornisci ai soccorsi informazioni precise: tempo dall’immersione, temperatura dell’acqua stimata, comportamento in acqua (nuotava, immobile), durata a bordo prima del riscaldamento, trattamento somministrato e segni vitali rilevati.
Gestione dei casi specifici
Persona cosciente e vigile
– Offri isolamento e bevande calde e dolci se la persona è sveglia e cosciente.
– Valuta la presenza di ferite associate o traumi.
Persona confusa o letargica
– Isolamento e riscaldamento attivo se possibile.
– Monitoraggio stretto per rischio di arresto cardiaco o peggioramento della coscienza.
Persona incosciente o in arresto
– Inizia RCP se non respira.
– Considera che in ipotermia profonda la prognosi può migliorare se la rianimazione è prolungata e il riscaldamento è efficace.
– La ripresa della circolazione può avvenire tardivamente, pertanto non interrompere la rianimazione prematuramente senza indicazioni cliniche o medico-legali.
Complicanze da monitorare dopo il recupero
Afterdrop e instabilità emodinamica
L’afterdrop è la caduta ulteriore della temperatura centrale durante la fase iniziale di riscaldamento a causa del ritorno di sangue freddo per via periferica. Per evitare gravi complicanze, preferire un riscaldamento controllato e monitorare i segni vitali.
Problemi respiratori
Edema polmonare da immersione, inalazione di acqua e insufficienza respiratoria possono manifestarsi anche dopo il recupero. Monitoraggio continuo e somministrazione di ossigeno sono fondamentali.
Rischio di aritmie
L’ipotermia espone a bradiaritmie e aritmie ventricolari. Evitare manipolazioni inutili e seguire protocolli di defibrillazione e farmaci adattati.
Prevenzione M.O.B. e riduzione del rischio di ipotermia
Misure tecniche a bordo
– Installare jacklines e obbligare l’uso di imbragature quando si è sul ponte in quota o con mare mosso.
– Mantenere a bordo giubbotti di salvataggio pronti e in buono stato, con riflettenti e luci stroboscopiche.
– Dotarsi di dispositivi M.O.B. elettronici (alarm man overboard), se possibile.
Procedure di sicurezza e formazione
– Eseguire esercitazioni M.O.B. periodiche per familiarizzare l’equipaggio con ruoli e procedure.
– Addestrare al recupero in acqua e alle tecniche di primo soccorso per l’ipotermia.
– Creare check-list pre-partenza: condizioni meteo, combinazioni appropriate, punti di ancoraggio per imbragature.
Equipaggiamento personale
– In acque fredde, usare muta stagna o semistagna quando indicato.
– Non sottovalutare l’importanza di guanti, cappelli e calzature adeguate.
– Indossare sempre il giubbotto di salvataggio soprattutto se si è da soli o in situazioni rischiose.
Linee guida pratiche per diportisti e equipaggi piccoli
Prima di salpare
– Controlla previsioni meteo e temperature dell’acqua.
– Comunica un piano di navigazione e orari previsti a una persona a terra.
– Verifica attrezzature di sicurezza e assicurati che tutti sappiano dove sono.
Durante la navigazione
– Mantieni sempre almeno un membro dell’equipaggio come osservatore.
– Evita manovre rischiose con persone in coperta, soprattutto in condizioni avverse.
– Riduci la velocità in prossimità di zone trafficate o in caso di scarsa visibilità.
Se avviene un M.O.B.
– Punta la prua del battello verso il punto in cui la persona è caduta, segna visivamente il punto di caduta e lancia flottanti e mezzi di segnalazione.
– Esegui la manovra di ritorno al punto segnato tenendo sempre la massima sicurezza per chi resta a bordo.
Approfondimenti medici: cosa fa l’ospedale
Trattamenti avanzati
In ambiente ospedaliero, per ipotermie severe, si procede con riscaldamento attivo interno (ossia riscaldamento endovascolare, perfusione peritoneale riscaldata o, nei casi estremi, ECMO). Si eseguono inoltre monitoraggi invasivi, emogasanalisi e terapia intensiva.
Follow-up e complicanze a lungo termine
Il recupero da un evento M.O.B. con ipotermia può richiedere attenzione a lungo termine: problemi neurologici da anossia, danno da inalazione e complicazioni cardiache sono possibili. È fondamentale il follow-up medico completo.
Checklist rapida in caso di M.O.B. con ipotermia
Azioni immediate (primi 0-3 minuti)
– Lanciare allarme e segnalazioni, mantenere il contatto visivo.
– Lanciare boa, giubbotto, cima.
– Effettuare la manovra di recupero più sicura e rapida possibile.
Azioni a bordo (3-30 minuti)
– Recuperare la persona isolandola dal freddo.
– Asciugare, coprire con coperte o sacco termico.
– Valutare ABC e iniziare RCP se necessario.
– Richiedere soccorso avanzato e preparare il trasporto.
Azioni durante il trasporto
– Monitorare costantemente.
– Evitare rialzi improvvisi del soggetto.
– Fornire informazioni dettagliate al servizio di emergenza.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto tempo si sopravvive in acqua fredda?
La sopravvivenza dipende da molti fattori: temperatura dell’acqua, abbigliamento, età e stato di salute della persona. In acque molto fredde (<5°C) l'aspettativa di sopravvivenza senza protezione può essere di pochi minuti; in acque più miti può estendersi a diverse decine di minuti.
La persona ipotermica può essere raffreddata troppo lentamente?
L’obiettivo è un riscaldamento controllato. Un riscaldamento troppo rapido non è generalmente un problema quanto l’afterdrop causato da ricircolo di sangue freddo. L’importante è evitare shock termici e mantenere la stabilità emodinamica.
Si può lasciare qualcuno in mare finché non arriva l’elicottero?
No. Se possibile, recuperare immediatamente. Il tempo in acqua fredda è il fattore che determina esito: l’elicottero aiuta nei trasferimenti ma non è una soluzione all’immobilità in acqua.
Conclusioni: priorità pratiche da ricordare
– La prima priorità è la sicurezza dell’equipaggio. Non creare nuovi caduti.
– La rapidità del recupero e la protezione dal freddo sono decisive per la sopravvivenza.
– Un’adeguata formazione M.O.B. e l’uso di dispositivi di sicurezza riducono drasticamente i rischi.
– In presenza di ipotermia moderata o severa, il trattamento deve essere continuato fino al trasferimento in struttura attrezzata.
– Anche persone che sembrano migliorare rapidamente dopo il recupero possono peggiorare: il monitoraggio è obbligatorio.
Risorse per continuare a prepararsi
Per diventare veramente efficaci nel fronteggiare un M.O.B. e gestire l’ipotermia è fondamentale combinare teoria e pratica: esercitazioni a bordo, corsi di primo soccorso in ambiente marino, utilizzo delle attrezzature di sicurezza e aggiornamento sulle linee guida più recenti di rianimazione e medicina d’emergenza.
Riflessione finale
Il mare non perdona l’improvvisazione. Conoscere le corrette procedure di recupero M.O.B. e saper gestire l’ipotermia è una responsabilità di tutti a bordo. Preparazione, attrezzatura adeguata e prontezza operativa salvano vite.


