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GPS, chartplotter e AIS: integrazione pratica per la navigazione moderna

GPS, chartplotter e AIS: integrazione pratica
Questo articolo spiega in modo chiaro e pratico come integrare GPS, chartplotter e AIS a bordo per ottenere una navigazione più sicura ed efficiente. L’obiettivo è fornire indicazioni operative, suggerimenti di cablaggio e configurazione, flussi di lavoro utili in navigazione costiera e d’altura, e strategie per risolvere i problemi più comuni.

Perché integrare GPS, chartplotter e AIS?

L’integrazione tra GPS, chartplotter e AIS trasforma dati isolati in informazioni azionabili. Il GPS fornisce posizione, velocità e rotta; il chartplotter visualizza mappe elettroniche, rotte e waypoints; l’AIS mostra i contatti marittimi dinamici con classe, velocità e rotta. Insieme, permettono di:

evitare collisioni con maggiore anticipo;
navigare con precisione lungo rotte pianificate;
migliorare la consapevolezza della situazione (situational awareness);
facilitare comunicazioni e coordinamento con altre unità.

Componenti fondamentali e loro ruoli

Il GPS

Il GPS (o GNSS, se si utilizzano più sistemi come GLONASS, Galileo, BeiDou) è il sensore di posizione. A bordo può essere integrato nel chartplotter o presente come unità esterna con uscita NMEA. I parametri chiave sono l’accuratezza, la velocità di aggiornamento (Hz) e la presenza di antenne esterne per ridurre interferenze.

Il chartplotter

Il chartplotter è il display principale che combina mappe elettroniche (ENC, raster), dati di navigazione e layer dinamici come AIS, radar e sensori di bordo. Funzioni importanti da verificare:

compatibilità con formati cartografici (vector, raster);
supporto per NMEA 0183 e NMEA 2000 per la condivisione dati;
capacità multi‑display e networking;
funzioni di route planning e avvisi di prossimità.

L’AIS

L’Automatic Identification System (AIS) è un sistema di scambio automatico di informazioni tra navi e stazioni costiere. Esistono classi diverse (Class A per navi commerciali, Class B per imbarcazioni da diporto), e dispositivi che possono essere:

transponder (trasmettono e ricevono dati);
ricevitori solo RX (ricevono AIS ma non trasmettono);
integrazione via VHF o tramite interfacce dati dedicate.

Protocolli e cablaggio: NMEA 0183, NMEA 2000 e Ethernet

La corretta integrazione dipende dalla conoscenza dei protocolli usati per lo scambio dati.

NMEA 0183

Protocollo seriale a bassa velocità, usa frasi testuali (es. GGA per posizione GPS, VDM/VDI per AIS su certi convertitori). È semplice ma limitato in termini di banda e numero di dispositivi collegabili.

NMEA 2000

NMEA 2000 è un bus CAN con maggiore capacità, plug & play e unificazione dei dati sensoriali. Molti chartplotter moderni supportano direttamente NMEA 2000, rendendo più semplice condividere dati tra GPS, strumenti di bordo, AIS gateway e autopilota.

Ethernet e networking

I chartplotter avanzati usano Ethernet per condividere mappe, radar e tracce AIS tra più display. L’Ethernet marino è spesso basato su TCP/IP ma richiede switch e cavi di qualità per resistenza ambientale.

Schema di integrazione pratico

Di seguito uno schema operativo tipico per un’imbarcazione da diporto che vuole integrare GPS, chartplotter e AIS in modo robusto e flessibile.

1) Antenna GPS esterna

Installare un’antenna GPS esterna su un punto alto e privo di ostacoli. Collegare l’antenna al ricevitore GPS o al chartplotter (se dotato di ingresso dedicato). Se si usa un’antenna separata con uscita NMEA, distribuire il segnale verso gli strumenti tramite NMEA 0183 o tramite un convertitore a NMEA 2000.

2) Installazione AIS

Posizionare l’antenna VHF AIS a un polo radio adeguato per minimizzare onde in ombra. Collegare il transponder AIS al chartplotter via NMEA 0183, NMEA 2000 o Ethernet secondo le specifiche del dispositivo. Verificare l’alimentazione e la configurazione della MMSI sul transponder.

3) Cablaggio al chartplotter

Collegare l’uscita GPS e l’AIS al chartplotter. Se il chartplotter è il nodo centrale, impostarlo come master per la visualizzazione e la condivisione dei dati su rete. Se si usano più display, impiegare switch Ethernet marini o backbone NMEA 2000 per distribuire le informazioni.

4) Integrazione con radar e autopilota

Per la massima efficacia, integrare radar e autopilota con il chartplotter: il radar fornirà target non registrati su AIS (residui, boe, oggetti galleggianti), mentre l’autopilota può usare rotte e waypoints dal chartplotter per seguire tratte automaticamente.

Configurazione software: passi chiave

Impostare le origini dati

Verificare che il chartplotter riceva correttamente i messaggi dal GPS (GGA, RMC) e dall’AIS (VDM/VDI o pacchetti NMEA2000 AIS). Controllare porte seriali, baud rate per NMEA 0183 (tipicamente 4800 per GPS, 38400 per AIS VHF), e la presenza di eventuali conversioni da VHF ad NMEA.

Layer e priorità di visualizzazione

Configurare i layer del chartplotter: mostrare contemporaneamente carte elettroniche, rotte, waypoints, AIS targets e radar overlay. Impostare la priorità dei layer in modo che gli AIS targets siano sempre visibili sopra le carte, e attivare etichette e informazioni estese per i target di interesse.

Avvisi e regole di allerta

Impostare avvisi per distanza minima e CPA/TCPA (Closest Point of Approach / Time to CPA) su target AIS. Verificare soglie personalizzate per velocità, rotta incrociata e tipo di imbarcazione. Attivare avvisi sonori e visivi per non perdere allarmi critici.

Interpretare correttamente i target AIS

L’AIS fornisce molte informazioni: nome della nave, tipo, lunghezza, pescaggio, rotta e velocità. Per un uso efficace:

Classificare i target

Selezionare e filtrare i target per tipo (navi commerciali, barche da diporto, stazioni costiere). In presenza di molteplici target, usare filtri di distanza e assegnare colori/simboli diversi per individuare rapidamente le imbarcazioni potenzialmente rilevanti.

Valutare CPA e TCPA

Il chartplotter calcolerà automaticamente CPA e TCPA basandosi su rotta e velocità attuali. Interpretare questi parametri insieme alla capacità di manovra della propria imbarcazione. Tenere conto dei ritardi: gli AIS aggiornano frequentemente ma non istantaneamente; incroci con target vicini richiedono conferme visive e radar se disponibile.

Attenzione ai falsi positivi e ai dati obsoleti

Alcune unità AIS possono trasmettere dati non aggiornati o errati (MMSI duplicati, rotta errata). Confermare con osservazione visiva e radar prima di eseguire manovre significative. Ricordare che le imbarcazioni più piccole spesso non trasmettono o trasmettono a potenza ridotta (Class B), rendendo più difficile la loro localizzazione solo con AIS.

Procedure operative: esempi pratici in navigazione

Manovra in porto

In porto o in canali stretti, usare il chartplotter con AIS attivo e radar in overlay. Impostare soglie di CPA molto alte e mantenere comunicazione VHF con la capitaneria o con altre unità. Pianificare la rotta tenendo conto di correnti e vincoli locali e aggiornare i waypoints in tempo reale se necessario.

Traversata in mare aperto

Durante la traversata, monitorare i target AIS su lungo raggio e impostare allarmi per target che si avvicinano entro distanze utili. Pianificare rotte che evitino aree di traffico intenso segnalate dalle mappe e mantenere il chartplotter in modalità di visualizzazione piena per rilevare cambiamenti rapidamente.

Notte e condizioni di scarsa visibilità

In condizioni di scarsa visibilità, aumentare la sensibilità degli avvisi AIS, usare radar in modalità guard zone, e assicurarsi che le luci di navigazione siano funzionanti. Mantenere equipaggio dedicato alla sorveglianza e registrare eventuali eventi rilevanti per debriefing post‑traversata.

Problemi comuni e come risolverli

Il chartplotter non vede l’AIS

Controllare alimentazione e cablaggio, verificare che il transponder AIS stia trasmettendo (spie LED), assicurarsi che le porte dati siano impostate correttamente e che il baud rate sia quello previsto. Se si usa NMEA 2000, verificare terminatori e alimentazione del bus.

Dati GPS intermittenti

Verificare l’antenna e la sua posizione: schermature metalliche, interferenze da VHF o AIS antenna troppo vicina possono degradare il segnale. Controllare collegamenti e massa, e provare a spostare o estendere il cavo dell’antenna se possibile.

Target AIS duplicati o spostati

Questo può essere dovuto a multipath radio o a gateway AIS che rilanciano segnali. Verificare la presenza di più fonti AIS; usare filtri del chartplotter per raggruppare o ignorare target duplicati e confermare con radar o osservazione visiva.

Manutenzione e buone pratiche

Controlli periodici

Eseguire controlli regolari su antenne, connessioni e cavi: corrosione, allentamento, infiltrazioni d’acqua. Aggiornare il firmware di chartplotter, radar e AIS quando disponibili per mantenere compatibilità e sicurezza.

Backup e ridondanza

Prevedere sistemi ridondanti: una seconda antenna GPS o un ricevitore portatile, un secondo display o tablet con app di navigazione che può fungere da backup in caso di guasto del chartplotter principale. Salvare regolarmente rotte e waypoints su dispositivi esterni.

Aspetti normativi e sicurezza

Verificare le normative locali riguardanti l’uso dell’AIS (alcuni paesi richiedono la registrazione dell’MMSI per unità oltre una certa stazza). Tenere conto delle regole di rotta e delle responsabilità del comandante: l’AIS è uno strumento di supporto, non sostituisce la navigazione tradizionale e la responsabilità di evitare collisioni rimane del navigante.

Checklist rapida per l’integrazione

Prima dell’installazione

– Verificare compatibilità tra chartplotter, AIS e GPS.- Pianificare il percorso dei cavi e i punti di montaggio delle antenne.

Durante l’installazione

– Montare antenna GPS in posizione libera da ostruzioni.- Installare antenna VHF/AIS su traliccio stabile e isolato.- Collegare dispositivi al bus appropriato (NMEA0183/NMEA2000/Ethernet).

Dopo l’installazione

– Configurare porte dati e baud rate.- Verificare ricezione GPS e targets AIS.- Testare allarmi CPA/TCPA e overlay radar se disponibile.- Registrare MMSI e controllare trasmissioni AIS in condizioni reali.

Conclusione: integrazione come miglioramento operativo

L’integrazione tra GPS, chartplotter e AIS è una delle evoluzioni più utili per la sicurezza e l’efficienza della navigazione moderna. Con una corretta installazione, configurazione e manutenzione, questi sistemi forniscono una consapevolezza della situazione che riduce i rischi e facilita le operazioni quotidiane. Ricordare sempre di affiancare gli strumenti elettronici a metodi di navigazione tradizionali e all’osservazione diretta per decisioni sicure a bordo.

Risorse pratiche finali

Checklist operativa rapida

– Verificare alimentazione e connessioni ogni giorno.- Controllare aggiornamenti firmware settimanalmente o prima di lunghe traversate.- Eseguire prove di allarme AIS e di overlay radar in porto.- Mantenere una lista di contatti VHF e procedure di emergenza facilmente accessibile.

Consigli per l’acquisto

Scegliere dispositivi con buone recensioni di affidabilità marina, supporto aggiornamenti e compatibilità per future espansioni. Preferire chartplotter che supportino nativamente più protocolli di rete e con display leggibili in pieno sole.

Formazione e pratica

Organizzare esercitazioni a bordo per tutto l’equipaggio sull’uso degli strumenti, lettura degli avvisi AIS e procedure in caso di rischio collisione. La tecnologia è efficace solo se l’equipaggio sa interpretarla e usarla correttamente.

Con questi presupposti, l’integrazione pratica di GPS, chartplotter e AIS diventa un asset fondamentale per la gestione sicura e professionale della navigazione.

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