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Incendio a bordo: prevenzione, procedure e gestione dell’emergenza

Guida completa alla prevenzione e alla gestione dell’incendio a bordo
La presenza di un incendio a bordo rappresenta una delle emergenze più gravi per navi da carico, traghetti, imbarcazioni da diporto e piattaforme offshore. Questo testo offre una panoramica dettagliata su cause, prevenzione, sistemi di rilevazione e spegnimento, procedure operative, addestramento dell’equipaggio e gestione post-incendio. Lo scopo è fornire strumenti pratici per ridurre il rischio e reagire in modo efficace, riducendo perdite umane e materiali.

Perché l’incendio a bordo è così pericoloso

L’ambiente marittimo presenta fattori che aggravano gli effetti di un incendio: spazi confinati, ventilazione forzata, materiali combustibili, presenza di carburanti e sostanze pericolose, e difficoltà nei soccorsi esterni. Inoltre la propagazione può essere rapida a causa di cavità e intercapedini e il fumo può saturare spazi vitali in pochi minuti. Una risposta lenta o non organizzata aumenta drasticamente il rischio di vittime e il danno strutturale.

Cause più comuni di incendi a bordo

Sistemi elettrici e cortocircuiti

Difetti nell’impiantistica elettrica, connessioni allentate, sovraccarichi e danni ai cavi possono innescare scintille. L’isolamento danneggiato è una fonte frequente di guasto.

Manutenzione carburanti e sistemi di alimentazione

Perdite di combustibile, vapori infiammabili e mancata pulizia delle aree macchine favoriscono incendi. La gestione errata di serbatoi e sistemi di trasferimento è un fattore critico.

Attività di saldatura e lavori a caldo

Operazioni di hot work come saldature, tagli e brasatura richiedono permessi e misure di sicurezza mirate per evitare inneschi su materiali combustibili o vapori.

Sostanze trasportate

Carichi chimici, merci pericolose, batterie e materiali pirotecnici comportano rischi specifici che richiedono etichettatura, stivaggio adeguato e procedure di emergenza specifiche.

Errori umani

Fumo di sigaretta, uso scorretto di impianti di cottura, mancato rispetto delle procedure possono provocare incendi evitabili. L’errore umano rimane una delle principali cause.

Quadro normativo e standard internazionali

SOLAS e codice IMO

Le convenzioni internazionali come la SOLAS (Safety of Life at Sea) stabiliscono requisiti minimi per la protezione antincendio, sistemi di allarme, vie di fuga e addestramento dell’equipaggio. Questi standard sono integrati da codici tecnici e linee guida dell’IMO.

Regolamenti nazionali e classificazioni

Ogni Stato di bandiera e le società di classificazione impongono norme di sicurezza su progettazione, manutenzione e certificazione degli impianti antincendio. È fondamentale conoscere gli obblighi specifici applicabili alla propria nave.

La prevenzione: misure organizzative e tecniche

Pianificazione e gestione del rischio

Una buona politica di prevenzione parte da una valutazione dei rischi che identifichi le aree più vulnerabili: sala macchine, cucina, depositi merci, locali elettrici. Il piano di prevenzione deve includere controlli periodici, procedure di lavoro sicure e responsabilità chiare per gli addetti.

Isolamento dei rischi e gestione dei materiali

– Stivaggio corretto delle merci pericolose e separazione di materiali incompatibili.
– Utilizzo di contenitori approvati e sistemi di contenimento per perdite.
– Riduzione al minimo di materiali combustibili nei locali tecnici.

Manutenzione programmata

Controlli regolari e registrati su impianti elettrici, linee carburante, macchine, sistemi di ventilazione e impianti antincendio sono essenziali. La manutenzione preventiva riduce significativamente il rischio di guasti che possono scatenare un incendio a bordo.

Controllo delle attività di hot work

Implementare un sistema di permessi per lavori a caldo che preveda l’isolamento della zona, presenza di estintori idonei, persona di controllo e misure per la rimozione di materiali infiammabili.

Formazione e cultura della sicurezza

L’addestramento dell’equipaggio deve essere continuo: nozioni sui tipi di estintori, procedure di evacuazione, uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), esercitazioni realistiche e debriefing post-esercitazione. La cultura della sicurezza riduce gli errori e aumenta la prontezza operativa.

Sistemi di rilevazione e allarme

Tipologie di rilevatori

I sistemi di rilevazione includono rivelatori di fumo ottici e ionici, rivelatori di calore, sensori di fiamma e sistemi di monitoraggio dei gas. La scelta dipende dall’ambiente: locali chiusi, cabine macchine, depositi carichi e cucine richiedono configurazioni diverse.

Progettazione di rete e integrazione

Un sistema efficace deve essere interconnesso con gli allarmi di bordo, le luci di emergenza e il pannello di controllo: segnalazioni chiare e localizzazione rapida facilitano l’intervento. I sistemi devono prevedere ridondanza e alimentazione di emergenza.

Manutenzione e test periodici

Test funzionali regolari, taratura e pulizia dei sensori sono obbligatori per garantire prontezza. Registrare risultati e azioni correttive è fondamentale per la conformità normativa e la sicurezza operativa.

Sistemi di soppressione e spegnimento

Sistemi fissi di spegnimento

– Sistemi CO2: ampiamente usati in locali macchine e sale motori per la rapida estinzione, ma richiedono procedure sicure per prevenire esposizione dell’equipaggio.
– Sistemi ad acqua nebulizzata (water mist): efficaci per incendi classe A e per ridurre danni da acqua, utili in aree sensibili.
– Schiuma e sistemi a foam: indicati per incendi su liquidi infiammabili e petroliferi.
– Sistemi a gas inerti (Inert gas, FM-200, Novec 1230): usati dove l’acqua può causare danni irreversibili ad apparati elettrici o sensibili.

Estintori portatili

Gli estintori distribuiti a bordo devono essere adeguati alle classi di incendio previste (A, B, C, D, F). È essenziale che siano ispezionati regolarmente, ricaricabili e posti in aree facilmente accessibili e chiaramente segnalate.

Selettività e zonizzazione

I sistemi fissi devono consentire attivazioni localizzate per evitare l’inutile svuotamento di gas o l’allagamento di zone non interessate. La zonizzazione limita l’impatto operativo dell’intervento antincendio.

Procedure operative per la gestione dell’emergenza

Allarme e valutazione iniziale

Al rilevamento di un principio d’incendio, deve essere attivato immediatamente l’allarme generale e le procedure di risposta previste. La prima fase consiste nell’identificare la natura dell’incendio, la posizione e la presenza di persone a rischio.

Ruoli e responsabilità

Il comandante e gli ufficiali di guardia devono coordinare l’azione: assegnare squadre antincendio, isolare gli impianti interessati, arrestare ventilatori e chiudere valvole, informare autorità di bandiera e società armatrice. Ogni membro dell’equipaggio deve conoscere i propri compiti.

Operazioni di contenimento

– Isolare la fonte di combustibile (chiudere valvole, interrompere alimentazione elettrica).
– Controllare la ventilazione per limitare l’apporto di ossigeno e la propagazione di fumo.
– Attivare sistemi fissi appropriati e usare estintori portatili solo se l’operatore è formato e non è a rischio.
– Proteggere vie di fuga e rifugi.

Gestione del fumo

Il fumo è spesso più letale della fiamma. Le operazioni devono prevedere strategie per contenere e aspirare il fumo, mantenere vie di fuga non ostruita e utilizzare maschere filtranti o autonomi quando necessario.

Evacuazione e abbandono nave

Se le condizioni diventano non controllabili, attivare la procedura di abbandono nave seguendo il muster list e i punti di raccolta. Preparare scialuppe di salvataggio, indossare giubbotti di salvataggio e mantenere ordine per facilitare le operazioni SAR (search and rescue).

Tattiche di estinzione e considerazioni pratiche

Approccio in sicurezza

Le squadre devono operare in coppia, mantenere linee radio attive e monitorare il tempo di esposizione all’ambiente caldo per evitare colpi di calore e disorientamento. L’uso di DPI appropriati (tute resistenti al calore, elmetti, guanti, autoprotettori respiratori) è obbligatorio.

Intervento con estintori portatili

Valutare rapidamente se l’uso dell’estintore può essere efficace senza esporre l’operatore. Puntare alla base della fiamma e avanzare con cautela, mantenendo sempre via di fuga.

Utilizzo dei sistemi fissi

Prima dell’attivazione di sistemi come CO2, assicurarsi che tutte le persone siano evacuate dall’area. L’attivazione richiede coordina mento, isolamento della zona e verifica che non vi siano operai presenti.

Controllo delle superfici calde e riaccensioni

Dopo l’estinzione apparente i materiali isolati possono rimanere caldi e riaccendersi. Il monitoraggio con termocamere e l’applicazione di agenti raffreddanti è essenziale per prevenire riaccensioni.

Cooperazione esterna e ruoli delle autorità

Comunicazione con autorità portuali e SAR

Informare prontamente il centro di controllo del traffico marittimo e le autorità portuali facilita l’invio di assistenza, rimorchiatori e unità antincendio specializzate. Fornire posizione, natura dell’incendio, stato dell’equipaggio e richieste specifiche.

Supporto specialistico

In certi casi è necessario l’intervento di vigili del fuoco portuali, squadre di salvataggio subacquee o unità di gestione merci pericolose. Le operazioni coordinate riducono tempi e rischi.

Gestione post-incendio

Valutazione dei danni

Dopo il controllo delle fiamme, si procede a una valutazione tecnica dello stato strutturale, degli impianti elettrici e della stabilità della nave. Proteggere l’integrità dello scafo e prevenire infortuni durante le operazioni di ripristino.

Assistenza medica e supporto psicologico

Trattare feriti, esposizione al fumo e shock. Fornire supporto psicologico agli equipaggi colpiti dall’evento, che può avere impatti significativi sulla performance e il benessere.

Indagini e rapporti

Condurre un’indagine per stabilire cause e dinamiche, preservando le prove. Redigere rapporti dettagliati per l’armatore, le autorità di registro e per eventuali pratiche assicurative.

Ripristino e miglioramento

Identificare azioni correttive: migliorare procedure, aggiornare equipaggiamento, aumentare frequenza delle revisioni. Le lezioni apprese devono tradursi in modifiche concrete al piano di sicurezza.

Manutenzione preventiva degli impianti antincendio

Ispezioni programmate

Stabilire check-list per controlli giornalieri, settimanali e mensili: pressione estintori, integrità tubazioni, condizioni delle valvole, funzionalità dei rivelatori e delle sirene.

Registro e documentazione

Tenere registri aggiornati delle attività di manutenzione e degli esercizi, con firme e date. La documentazione è fondamentale per la conformità e per analisi successive a un evento.

Addestramento e simulazioni

Tipi di esercitazioni

– Esercitazioni a bordo in condizioni realistiche per le squadre antincendio.
– Simulazioni della catena di comando e comunicazione con esterno.
– Drills su spegnimento con estintori, porte tagliafuoco e gestione del fumo.

Frequenza e valutazione

Gli esercizi devono essere regolari e variegati, con valutazioni che misurino tempi di reazione, correttezza delle procedure e capacità di coordinamento. Il debriefing deve portare a piani di miglioramento.

Checklist rapida per la prevenzione e la gestione

Prima della navigazione

– Verificare funzionamento rivelatori e allarmi.
– Controllare estintori e sistemi fissi.
– Ispezionare impianti elettrici e tubazioni.
– Aggiornare il piano di carico e stivaggio merci pericolose.

Durante la navigazione

– Limitare attività a caldo a permessi approvati.
– Monitorare spazi chiusi e locali macchine.
– Effettuare ronde visive e verifiche dei sistemi.
– Mantenere uno stato di controllo sulle fonti di calore.

In caso d’incendio

– Allertare tutto l’equipaggio e attivare allarme.
– Isolare la zona e interrompere alimentazioni.
– Intervenire con estintori se sicuro; altrimenti attivare sistemi fissi.
– Preparare l’abbandono nave se le condizioni peggiorano.

Conclusioni: la sicurezza come processo continuo

La prevenzione e la gestione dell’incendio a bordo richiedono un approccio integrato che combina progettazione adeguata, sistemi tecnologici affidabili, manutenzione rigorosa, procedure operative chiare e addestramento costante dell’equipaggio. Non esiste una soluzione unica: la resilienza nasce dall’attenzione ai dettagli, dalla cultura della sicurezza e dalla capacità di imparare dagli incidenti. Investire nella prevenzione significa proteggere vite, patrimonio e ambiente marino.

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