Guida operativa per l’entrata in porto sconosciuto: briefing e piano B
Indice
- 1 Perché un briefing accurato è fondamentale
- 2 Elementi essenziali del briefing
- 3 Preparazione dell’equipaggio e assegnazione dei ruoli
- 4 Procedure operative per l’approccio
- 5 Il piano B: principi e preparazione
- 6 Gestione delle emergenze comuni durante l’entrata
- 7 Strumenti e tecnologia a supporto
- 8 Comunicazione e coordinamento con gli enti portuali
- 9 Considerazioni legali e assicurative
- 10 Esempi pratici e casi reali
- 11 Addestramento e simulazioni
- 12 Checklist riepilogativa prima dell’approccio
- 13 Suggerimenti pratici per equipaggi piccoli e imbarcazioni da diporto
- 14 Conclusioni: mentalità e prontezza
- 15 Modello sintetico di briefing da utilizzare a bordo
- 16 Raccomandazioni finali
- 17 Appendice: esempi di frasi per comunicazione VHF
Perché un briefing accurato è fondamentale
Un’accurata fase di briefing prima dell’approccio a un porto non familiare è spesso l’elemento che separa un’operazione sicura da un incidente. L’entrata in porto sconosciuto richiede che l’equipaggio condivida informazioni, identifichi criticità e definisca ruoli e responsabilità. Il briefing trasmette conoscenza e riduce l’incertezza: conoscenza della carta nautica, delle tare locali, delle procedure di comunicazione con le autorità portuali, oltre alla disponibilità di un piano B dettagliato in caso di imprevisti.
Elementi essenziali del briefing
1. Informazioni meteorologiche e correnti
Conoscere le previsioni meteo aggiornate, le raffiche previste, la direzione e l’intensità del vento, le condizioni di visibilità e soprattutto le correnti marine locali è imprescindibile. Il briefing deve includere:
– fonti meteo aggiornate
Identificare la fonte meteo ufficiale (servizi meteorologici nazionali, app marittime affidabili) e come aggiornare le informazioni durante l’approccio.
– intervalli di previsione
Stabilire quando richiedere aggiornamenti (es. ogni 30-60 minuti in condizioni variabili).
2. Cartografia, batimetria e ostacoli
Lo studio della carta nautica, delle isoipse e delle zone interdette è cruciale. Il briefing deve elencare:
– eventuali banchi, secche e bassi fondali
– zone di bassi fondali soggette a variazioni locali
– porti artificiali, moli e strutture sommerse
3. Regole locali e comunicazione con le autorità
Ogni porto ha regole e canali VHF dedicati. Il briefing deve chiarire:
– canale VHF di chiamata e di manovra
– orari di operatività del pilota e dei rimorchiatori
– documentazione e pratiche doganali se necessarie
4. Disponibilità di servizi e assistenza
Conoscere in anticipo la presenza o l’assenza di servizi di rimorchio, ormeggio, approvvigionamento, e assistenza tecnica consente di pianificare soluzioni alternative. Identificare contatti utili e orari.
Preparazione dell’equipaggio e assegnazione dei ruoli
Briefing del ponte
Tutti gli ufficiali di ponte e il comandante devono partecipare al briefing. Definire chiaramente:
– comando e responsabilità
Chi decide le azioni immediate in caso di cambiamenti: comandante, ufficiale di guardia, timoniere.
– segnali e procedure di emergenza
Stabilire segnali manuali, verbali e VHF per comunicazioni rapide fra membri dell’equipaggio.
Briefing della sala macchine
La sala macchine deve essere preparata per manovre frequenti e manovre d’emergenza. Prevedere:
– pronto intervento motori
Verificare la disponibilità di potenza, freni di propulsione, limiti di rpm accettabili, e procedure in caso di perdita di potenza.
– gestione dei sistemi ausiliari
Pompe di sentina, generazione elettrica e sistemi di controllo devono essere pronti ad aumentare o diminuire potenza rapidamente.
Procedure operative per l’approccio
Riduzione del rischio con navigazione prudente
In un porto sconosciuto si applica la massima prudenza. Ridurre la velocità per aumentare il tempo di reazione e preservare la capacità di arresto e la manovrabilità. Predisporre osservatori a prua e a poppa per segnalare ostacoli visivi e variazioni del traffico.
Uso del pilota e del rimorchio
Quando disponibile, il pilota locale offre conoscenze di traffico, variazioni di corrente e ostacoli che non sono evidenti dalle carte. Il briefing deve includere:
– momento della salita a bordo del pilota
Stabilire luogo, tempistica e procedure sicure per l’imbarco.
– coordinazione con rimorchiatori
Se previsti, definire l’ordine di attacco e i punti di presa, la capacità dei rimorchiatori e i limiti di forza nelle manovre.
Il piano B: principi e preparazione
Perché serve un piano alternativo
Un piano B non è solo una lista di azioni alternative: è uno stato mentale di prontezza. Incidenti, condizioni meteo repentinamente avverse, problemi meccanici o ritardi del pilota possono rendere impossibile l’entrata prevista. Un piano alternativo preserva tempi, sicurezza e integrità della nave e del carico.
Definizione di opzioni alternative
Nel briefing devono essere identificate almeno tre opzioni alternative, con priorità decrescente:
Opzione 1: attesa in rada
Se conveniente e sicuro, attendere in rada per condizioni migliori o per l’arrivo del pilota. Definire punto di ancoraggio sicuro e profondità minima.
Opzione 2: deviazione verso un porto vicino
Se la situazione peggiora, è prudente avere individuato uno o più porti alternativi dove presentarsi. Valutare:
– profondità minima,
– disponibilità di assistenza,
– procedure di smaltimento o di riparazione.
Opzione 3: rimontaggio a nord/sud e nuova valutazione
A volte la soluzione è guadagnare spazio per ripianificare l’entrata con altri dati o con pilota differente.
Check-list operativa del piano B
Una check-list semplice e condivisa aiuta l’attuazione rapida:
– comunicazione interna
Tutti i membri devono sapere che si passa al piano B e quale opzione è scelta.
– comunicazione esterna
Notificare autorità portuali, agenti, pilota e rimorchiatori della nuova decisione.
– assetto macchina
Adattare regime motori e configurazione timoneria per la nuova manovra.
– sicurezza carico e stabilità
Verificare vincoli del carico, luci di segnalazione e sicurezza degli accessi.
Gestione delle emergenze comuni durante l’entrata
Perdita di propulsione o timoneria
Avere procedure immediate documentate:
– mantenere comunicazione VHF con port authorities
– allertare equipaggio e preparare sistemi di ancoraggio
– se possibile, mantenere una rotta protettiva contro il traffico
Improvvisa riduzione della visibilità
In nebbia o pioggia intensa:
– ridurre velocità al minimo di sicurezza
– accendere luci e suoneria prevista dalle convenzioni
– attivare strumenti radar e AIS per identificare traffico
Collisione o collisione imminente
Se si percepisce rischio di collisione:
– manovre evasive decise e comunicate
– allertare tutta la squadra di salvataggio e controllo danni
– valutare abbandono nave solo se non c’è alternativa
Strumenti e tecnologia a supporto
Radar e AIS
Il radar, adeguatamente settato, permette di stimare la posizione di bersagli e banchi. L’AIS aiuta a identificare navi equipaggiate. Tenere i radar in modalità di scansione appropriata e l’AIS attivo.
ECDIS e carte elettroniche
Usare l’ECDIS come supporto ma non sostituirsi al giudizio umano. Verificare gli aggiornamenti delle carte elettroniche e incrociarle con fonti cartacee o note locali.
Depth sounder e sonda continua
Monitorare costantemente la profondità sottoca mezza nave, impostare allarmi di profondità con margine di sicurezza rispetto al pescaggio.
Comunicazione e coordinamento con gli enti portuali
VHF: prassi e etichetta
Canale corretto, chiamata intelligente e concisa, rispetto delle risposte. Documentare i messaggi scambiati se possibile. Ripetere i messaggi critici per evitare fraintendimenti.
Chiamata al pilota e conferma orari
Confermare tempo previsto per l’imbarco e orario di arrivo (ETA), aggiornare eventuali ritardi. Chiarire condizioni di accesso e qualunque restrizione temporanea.
Considerazioni legali e assicurative
Documentazione e responsabilità
In caso di incidente, le registrazioni del briefing, le comunicazioni radio e le check-list sono prove fondamentali. Conservare registri dettagliati e firmati dal team conduttore e dal comandante.
Coperture assicurative per deviazioni
Verificare le clausole di polizze per eventuali costi aggiuntivi derivanti da deviazioni, attese in rada o danni in porto alternativo.
Esempi pratici e casi reali
Scenario A: nebbia improvvisa e necessità di ritirarsi
Descrizione: nave in avvicinamento, visibilità scesa sotto i limiti, pilota non disponibile. Azione: riduzione della velocità, segnalazione autorità, attesa in rada predisposta. Risultato: nessun danno, ingresso differito di 12 ore.
Scenario B: guasto al timone prima dell’imbocco
Descrizione: perdita di risposta del timone a 2 miglia dall’imboccatura. Azione: comunicazione immediata, uso di rimorchiatore di emergenza, deviazione verso porto alternativo con darsena protetta. Risultato: riparazione temporanea in porto alternativo e ingresso successivo a condizioni di sicurezza.
Addestramento e simulazioni
Importanza degli esercizi periodici
Effettuare simulazioni di entrata in porto sconosciuto con scenari variabili aiuta l’equipaggio ad automatizzare processi decisionali e a ridurre l’ansia operativa. Le simulazioni dovrebbero includere briefing, attivazione del piano B, gestione guasti e comunicazione con pilota fittizio.
Debriefing e miglioramento continuo
Dopo ogni approccio, reale o simulato, svolgere un debriefing strutturato per registrare errori, punti di forza e azioni correttive. Integrare le modifiche alla check-list operativa.
Checklist riepilogativa prima dell’approccio
Controllo navigazionale
– carte aggiornate e note locali verificate
– radar e ECDIS funzionanti
– sonda e allarmi attivi
Controllo equipaggio
– ruoli assegnati e confermati
– personale di prua e poppa in posizione
– equipaggiamento di sicurezza pronto
Piano B pronto
– opzioni alternative identificate e condivise
– contatti di porto alternativo pronti
– procedura di transizione a piano B chiara
Suggerimenti pratici per equipaggi piccoli e imbarcazioni da diporto
Per imbarcazioni con equipaggio ridotto, la pianificazione preventiva è ancora più cruciale. Ridurre la velocità di sicurezza, avvisare sempre un’agenzia o marina locale della propria intenzione e avere strumenti di navigazione portatili aggiornati. Un piano B semplice ma pratico può salvare l’imbarcazione e i passeggeri.
Conclusioni: mentalità e prontezza
Affrontare un’entrata in porto sconosciuto richiede combinazione di preparazione tecnica, leadership chiara e flessibilità operativa. Il briefing è lo strumento che coordina competenze e informazioni: stabilisce priorità, assegna ruoli e predispone il piano B necessario. La gestione del rischio passa anche attraverso l’addestramento e la debriefing: imparare da ogni avvicinamento rende l’equipaggio più efficiente e sicuro.
Modello sintetico di briefing da utilizzare a bordo
1. Situazione attuale
Breve descrizione della posizione, condizioni meteo, traffico e ETA.
2. Obiettivo
Entrata prevista, orario e punto di ormeggio.
3. Ruoli
Elenco dei membri con compiti specifici (timoniere, osservatore prua, contatto VHF, sala macchine).
4. Rischi identificati
Banchi, correnti, visibilità, problemi tecnici potenziali.
5. Piano B
Opzione primaria, secondaria e terziaria con azioni e contatti associati.
6. Comunicazione
Canale VHF, messaggi chiave da inoltrare e checklist di conferma.
Raccomandazioni finali
Mantenere sempre aggiornati strumenti, carte e procedure. Non sottovalutare la capacità di un pilota locale e non esitare a posticipare l’entrata se la sicurezza è compromessa. L’investimento di tempo in un briefing efficace e nella preparazione di un piano B è una delle migliori assicurazioni contro incidenti e ritardi.
Appendice: esempi di frasi per comunicazione VHF
Chiamata iniziale al porto
“[Nome nave], [posizione], richiede ingresso porto e informazioni pilota, riposto su canale [n].”
Nota di emergenza
“Mayday / Pan-pan: [nome nave], problema [descrizione], posizione, richiesta assistenza.”


