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Entrata in porto sconosciuto: briefing e piano B – Guida operativa per equipaggi

Guida operativa per l’entrata in porto sconosciuto: briefing e piano B

Perché un briefing accurato è fondamentale

Un’accurata fase di briefing prima dell’approccio a un porto non familiare è spesso l’elemento che separa un’operazione sicura da un incidente. L’entrata in porto sconosciuto richiede che l’equipaggio condivida informazioni, identifichi criticità e definisca ruoli e responsabilità. Il briefing trasmette conoscenza e riduce l’incertezza: conoscenza della carta nautica, delle tare locali, delle procedure di comunicazione con le autorità portuali, oltre alla disponibilità di un piano B dettagliato in caso di imprevisti.

Elementi essenziali del briefing

1. Informazioni meteorologiche e correnti

Conoscere le previsioni meteo aggiornate, le raffiche previste, la direzione e l’intensità del vento, le condizioni di visibilità e soprattutto le correnti marine locali è imprescindibile. Il briefing deve includere:

– fonti meteo aggiornate

Identificare la fonte meteo ufficiale (servizi meteorologici nazionali, app marittime affidabili) e come aggiornare le informazioni durante l’approccio.

– intervalli di previsione

Stabilire quando richiedere aggiornamenti (es. ogni 30-60 minuti in condizioni variabili).

2. Cartografia, batimetria e ostacoli

Lo studio della carta nautica, delle isoipse e delle zone interdette è cruciale. Il briefing deve elencare:

– eventuali banchi, secche e bassi fondali

– zone di bassi fondali soggette a variazioni locali

– porti artificiali, moli e strutture sommerse

3. Regole locali e comunicazione con le autorità

Ogni porto ha regole e canali VHF dedicati. Il briefing deve chiarire:

– canale VHF di chiamata e di manovra

– orari di operatività del pilota e dei rimorchiatori

– documentazione e pratiche doganali se necessarie

4. Disponibilità di servizi e assistenza

Conoscere in anticipo la presenza o l’assenza di servizi di rimorchio, ormeggio, approvvigionamento, e assistenza tecnica consente di pianificare soluzioni alternative. Identificare contatti utili e orari.

Preparazione dell’equipaggio e assegnazione dei ruoli

Briefing del ponte

Tutti gli ufficiali di ponte e il comandante devono partecipare al briefing. Definire chiaramente:

– comando e responsabilità

Chi decide le azioni immediate in caso di cambiamenti: comandante, ufficiale di guardia, timoniere.

– segnali e procedure di emergenza

Stabilire segnali manuali, verbali e VHF per comunicazioni rapide fra membri dell’equipaggio.

Briefing della sala macchine

La sala macchine deve essere preparata per manovre frequenti e manovre d’emergenza. Prevedere:

– pronto intervento motori

Verificare la disponibilità di potenza, freni di propulsione, limiti di rpm accettabili, e procedure in caso di perdita di potenza.

– gestione dei sistemi ausiliari

Pompe di sentina, generazione elettrica e sistemi di controllo devono essere pronti ad aumentare o diminuire potenza rapidamente.

Procedure operative per l’approccio

Riduzione del rischio con navigazione prudente

In un porto sconosciuto si applica la massima prudenza. Ridurre la velocità per aumentare il tempo di reazione e preservare la capacità di arresto e la manovrabilità. Predisporre osservatori a prua e a poppa per segnalare ostacoli visivi e variazioni del traffico.

Uso del pilota e del rimorchio

Quando disponibile, il pilota locale offre conoscenze di traffico, variazioni di corrente e ostacoli che non sono evidenti dalle carte. Il briefing deve includere:

– momento della salita a bordo del pilota

Stabilire luogo, tempistica e procedure sicure per l’imbarco.

– coordinazione con rimorchiatori

Se previsti, definire l’ordine di attacco e i punti di presa, la capacità dei rimorchiatori e i limiti di forza nelle manovre.

Il piano B: principi e preparazione

Perché serve un piano alternativo

Un piano B non è solo una lista di azioni alternative: è uno stato mentale di prontezza. Incidenti, condizioni meteo repentinamente avverse, problemi meccanici o ritardi del pilota possono rendere impossibile l’entrata prevista. Un piano alternativo preserva tempi, sicurezza e integrità della nave e del carico.

Definizione di opzioni alternative

Nel briefing devono essere identificate almeno tre opzioni alternative, con priorità decrescente:

Opzione 1: attesa in rada

Se conveniente e sicuro, attendere in rada per condizioni migliori o per l’arrivo del pilota. Definire punto di ancoraggio sicuro e profondità minima.

Opzione 2: deviazione verso un porto vicino

Se la situazione peggiora, è prudente avere individuato uno o più porti alternativi dove presentarsi. Valutare:
– profondità minima,
– disponibilità di assistenza,
– procedure di smaltimento o di riparazione.

Opzione 3: rimontaggio a nord/sud e nuova valutazione

A volte la soluzione è guadagnare spazio per ripianificare l’entrata con altri dati o con pilota differente.

Check-list operativa del piano B

Una check-list semplice e condivisa aiuta l’attuazione rapida:

– comunicazione interna

Tutti i membri devono sapere che si passa al piano B e quale opzione è scelta.

– comunicazione esterna

Notificare autorità portuali, agenti, pilota e rimorchiatori della nuova decisione.

– assetto macchina

Adattare regime motori e configurazione timoneria per la nuova manovra.

– sicurezza carico e stabilità

Verificare vincoli del carico, luci di segnalazione e sicurezza degli accessi.

Gestione delle emergenze comuni durante l’entrata

Perdita di propulsione o timoneria

Avere procedure immediate documentate:

– mantenere comunicazione VHF con port authorities

– allertare equipaggio e preparare sistemi di ancoraggio

– se possibile, mantenere una rotta protettiva contro il traffico

Improvvisa riduzione della visibilità

In nebbia o pioggia intensa:

– ridurre velocità al minimo di sicurezza

– accendere luci e suoneria prevista dalle convenzioni

– attivare strumenti radar e AIS per identificare traffico

Collisione o collisione imminente

Se si percepisce rischio di collisione:

– manovre evasive decise e comunicate

– allertare tutta la squadra di salvataggio e controllo danni

– valutare abbandono nave solo se non c’è alternativa

Strumenti e tecnologia a supporto

Radar e AIS

Il radar, adeguatamente settato, permette di stimare la posizione di bersagli e banchi. L’AIS aiuta a identificare navi equipaggiate. Tenere i radar in modalità di scansione appropriata e l’AIS attivo.

ECDIS e carte elettroniche

Usare l’ECDIS come supporto ma non sostituirsi al giudizio umano. Verificare gli aggiornamenti delle carte elettroniche e incrociarle con fonti cartacee o note locali.

Depth sounder e sonda continua

Monitorare costantemente la profondità sottoca mezza nave, impostare allarmi di profondità con margine di sicurezza rispetto al pescaggio.

Comunicazione e coordinamento con gli enti portuali

VHF: prassi e etichetta

Canale corretto, chiamata intelligente e concisa, rispetto delle risposte. Documentare i messaggi scambiati se possibile. Ripetere i messaggi critici per evitare fraintendimenti.

Chiamata al pilota e conferma orari

Confermare tempo previsto per l’imbarco e orario di arrivo (ETA), aggiornare eventuali ritardi. Chiarire condizioni di accesso e qualunque restrizione temporanea.

Considerazioni legali e assicurative

Documentazione e responsabilità

In caso di incidente, le registrazioni del briefing, le comunicazioni radio e le check-list sono prove fondamentali. Conservare registri dettagliati e firmati dal team conduttore e dal comandante.

Coperture assicurative per deviazioni

Verificare le clausole di polizze per eventuali costi aggiuntivi derivanti da deviazioni, attese in rada o danni in porto alternativo.

Esempi pratici e casi reali

Scenario A: nebbia improvvisa e necessità di ritirarsi

Descrizione: nave in avvicinamento, visibilità scesa sotto i limiti, pilota non disponibile. Azione: riduzione della velocità, segnalazione autorità, attesa in rada predisposta. Risultato: nessun danno, ingresso differito di 12 ore.

Scenario B: guasto al timone prima dell’imbocco

Descrizione: perdita di risposta del timone a 2 miglia dall’imboccatura. Azione: comunicazione immediata, uso di rimorchiatore di emergenza, deviazione verso porto alternativo con darsena protetta. Risultato: riparazione temporanea in porto alternativo e ingresso successivo a condizioni di sicurezza.

Addestramento e simulazioni

Importanza degli esercizi periodici

Effettuare simulazioni di entrata in porto sconosciuto con scenari variabili aiuta l’equipaggio ad automatizzare processi decisionali e a ridurre l’ansia operativa. Le simulazioni dovrebbero includere briefing, attivazione del piano B, gestione guasti e comunicazione con pilota fittizio.

Debriefing e miglioramento continuo

Dopo ogni approccio, reale o simulato, svolgere un debriefing strutturato per registrare errori, punti di forza e azioni correttive. Integrare le modifiche alla check-list operativa.

Checklist riepilogativa prima dell’approccio

Controllo navigazionale

– carte aggiornate e note locali verificate

– radar e ECDIS funzionanti

– sonda e allarmi attivi

Controllo equipaggio

– ruoli assegnati e confermati

– personale di prua e poppa in posizione

– equipaggiamento di sicurezza pronto

Piano B pronto

– opzioni alternative identificate e condivise

– contatti di porto alternativo pronti

– procedura di transizione a piano B chiara

Suggerimenti pratici per equipaggi piccoli e imbarcazioni da diporto

Per imbarcazioni con equipaggio ridotto, la pianificazione preventiva è ancora più cruciale. Ridurre la velocità di sicurezza, avvisare sempre un’agenzia o marina locale della propria intenzione e avere strumenti di navigazione portatili aggiornati. Un piano B semplice ma pratico può salvare l’imbarcazione e i passeggeri.

Conclusioni: mentalità e prontezza

Affrontare un’entrata in porto sconosciuto richiede combinazione di preparazione tecnica, leadership chiara e flessibilità operativa. Il briefing è lo strumento che coordina competenze e informazioni: stabilisce priorità, assegna ruoli e predispone il piano B necessario. La gestione del rischio passa anche attraverso l’addestramento e la debriefing: imparare da ogni avvicinamento rende l’equipaggio più efficiente e sicuro.

Modello sintetico di briefing da utilizzare a bordo

1. Situazione attuale

Breve descrizione della posizione, condizioni meteo, traffico e ETA.

2. Obiettivo

Entrata prevista, orario e punto di ormeggio.

3. Ruoli

Elenco dei membri con compiti specifici (timoniere, osservatore prua, contatto VHF, sala macchine).

4. Rischi identificati

Banchi, correnti, visibilità, problemi tecnici potenziali.

5. Piano B

Opzione primaria, secondaria e terziaria con azioni e contatti associati.

6. Comunicazione

Canale VHF, messaggi chiave da inoltrare e checklist di conferma.

Raccomandazioni finali

Mantenere sempre aggiornati strumenti, carte e procedure. Non sottovalutare la capacità di un pilota locale e non esitare a posticipare l’entrata se la sicurezza è compromessa. L’investimento di tempo in un briefing efficace e nella preparazione di un piano B è una delle migliori assicurazioni contro incidenti e ritardi.

Appendice: esempi di frasi per comunicazione VHF

Chiamata iniziale al porto

“[Nome nave], [posizione], richiede ingresso porto e informazioni pilota, riposto su canale [n].”

Nota di emergenza

“Mayday / Pan-pan: [nome nave], problema [descrizione], posizione, richiesta assistenza.”

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