Guida pratica al VHF con DSC, MMSI e chiamate digitali
Indice
- 1 Introduzione al VHF marino e al sistema DSC
- 2 Cos’è il DSC e perché è importante
- 3 Il numero MMSI: identificazione individuale dell’apparato
- 4 I canali VHF: panoramica e usi
- 5 Tipi di chiamate DSC
- 6 Procedura pratica: come effettuare una chiamata DSC
- 7 Buone pratiche e regole d’uso
- 8 Configurazione e programmazione dell’apparato
- 9 Normativa e obblighi
- 10 Integrazione con AIS, EPIRB e sistemi moderni
- 11 Problemi comuni e soluzioni
- 12 Casi pratici ed esempi di chiamata
- 13 Formazione e addestramento
- 14 Conclusione: integrazione sicura del VHF e del DSC a bordo
- 15 Checklist rapida per l’equipaggio
- 16 Glossario essenziale
- 17 Risorse consigliate per approfondire
Introduzione al VHF marino e al sistema DSC
Il sistema radio in banda VHF rappresenta ancora oggi lo strumento principale per le comunicazioni di bordo a corto e medio raggio. Con l’avvento del DSC (Digital Selective Calling) le chiamate radio si sono digitalizzate, migliorando la rapidità, la specificità e l’efficacia nelle operazioni di soccorso e nelle comunicazioni amministrative o operative. In questa guida approfondiremo come funzionano i canali VHF, cosa è il MMSI, come effettuare chiamate di soccorso e non, e come impostare e usare correttamente un apparato VHF/DSC.
Cos’è il DSC e perché è importante
Principi di funzionamento del DSC
Il DSC è una funzione digitale che permette di inviare messaggi selettivi (distress, individuali, di gruppo, di sicurezza) su una frequenza dedicata per il controllo e la segnalazione: il canale 70 in VHF è riservato al controllo DSC. Tramite un numero identificativo univoco, il MMSI, un apparecchio può segnalare automaticamente la posizione (se collegato a un GPS) e la natura dell’emergenza.
Vantaggi del DSC
I principali vantaggi includono: rapidità nella chiamata di soccorso, possibilità di inviare una chiamata a una singola imbarcazione o a un gruppo preciso, tracciabilità tramite MMSI, e integrazione con il sistema GMDSS per servizi di sicurezza globale. Il DSC riduce il rischio di errori umani durante le procedure di emergenza e permette alle stazioni costiere e alle unità vicine di reagire più velocemente.
Il numero MMSI: identificazione individuale dell’apparato
Cos’è l’MMSI e come si ottiene
L’MMSI (Maritime Mobile Service Identity) è un codice numerico di 9 cifre assegnato a una singola imbarcazione, ad una stazione costiera o a un dispositivo AIS/EPIRB/PLB compatibile. Serve per identificare in modo univoco l’unità che invia messaggi DSC. L’assegnazione avviene tramite l’autorità marittima del paese di registrazione o tramite enti abilitati e richiede dati dell’unità e del proprietario.
Struttura e significato delle cifre dell’MMSI
Generalmente le prime tre cifre indicano il paese (MMSI MID – Maritime Identification Digits). Le restanti sei cifre identificano l’unità o il dispositivo. Per es.: un MMSI italiano inizia con 247 (MID Italia), seguito da 6 cifre che identificano la singola barca o l’apparato. È fondamentale verificare che l’MMSI sia correttamente programmato nell’apparato per evitare errori di identificazione durante le chiamate digitali.
I canali VHF: panoramica e usi
Canali da conoscere
La banda marina VHF ha diversi canali con funzioni specifiche. I più importanti da ricordare sono:
Canale 16 (156.800 MHz)
Canale internazionale di chiamata e soccorso. Deve essere mantenuto in ascolto permanente quando si è in mare e usato esclusivamente per chiamate di emergenza e per l’instaurazione di contatti iniziali prima di passare a un altro canale di conversazione.
Canale 70 (156.525 MHz)
Canale digitale riservato alle chiamate DSC. Non si usano comunicazioni vocali su questo canale. Le chiamate DSC di soccorso, individuali o di gruppo vengono inviate qui.
Canale 13 (156.650 MHz)
Usato principalmente per comunicazioni relative al traffico marittimo e al controllo dei rimorchiatori. Nel contesto portuale è molto importante per la regolamentazione del traffico.
Canali 06/8
Utilizzati per comunicazioni intership in alcune aree, o per l’instradamento delle chiamate; le loro funzioni possono variare a livello nazionale.
Canali locali e di uso comune
Ogni nazione o regione marittima può avere canali assegnati a servizi locali, piloti, rimorchiatori e stazioni portuali. È importante consultare le normative locali e le pubblicazioni marittime per conoscere la mappa dei canali nella propria area di navigazione.
Tipi di chiamate DSC
Chiamata di soccorso (distress)
La chiamata di distress DSC è la massima priorità e viene trasmessa su canale 70. Quando l’apparato invia un messaggio distress, include l’MMSI dell’imbarcazione, la posizione se disponibile, la natura dell’emergenza e l’orario. Le unità ricevono la chiamata e devono rispondere o inoltrarla alle autorità competenti.
Chiamata individuale
Permette di contattare un singolo MMSI (cioè una singola imbarcazione o stazione costiera) per stabilire una comunicazione. Una volta ricevuta la notifica DSC, si passa a un canale vocale concordato (p.es. canale 16 per la sintonia e poi trasferimento a un canale di lavoro).
Chiamata di gruppo
Consente di inviare un messaggio ad un gruppo di apparati (per esempio una flotta). Utile per comunicazioni operative o avvisi a piu’ unità contemporaneamente.
Chiamata di sicurezza e routine
Possono essere inviate come messaggi DSC senza carattere di soccorso, per esempio per avvisi meteorologici, notifiche operative, o convocazioni a bordo. Anche in questi casi l’MMSI identifica il mittente.
Procedura pratica: come effettuare una chiamata DSC
Passaggi per una chiamata di soccorso
1) Premere il tasto distress sull’apparato DSC (solitamente protetto da un cappuccio o da doppia pressione per prevenire attivazioni accidentali). 2) Verificare che l’apparato abbia un MMSI valido e che il GPS sia collegato per trasmettere la posizione. 3) L’apparato invierà automaticamente un messaggio su canale 70; se possibile avvisare verbalmente su canale 16 dopo l’invio digitale per confermare la situazione. 4) Mantenere la calma, ascoltare eventuali risposte e seguire le istruzioni delle autorità o delle unità di soccorso.
Passaggi per una chiamata individuale o di routine
1) Selezionare la funzione DSC e inserire il MMSI del destinatario. 2) Inviare la chiamata DSC da canale 70. 3) Attendere la conferma a cui seguirà l’accordo su quale canale vocale utilizzare. 4) Spostarsi sul canale vocale concordato per la conversazione normale.
Buone pratiche e regole d’uso
Ascolto continuo del canale 16
Tenere sempre una persona responsabile per la guardia radio (watchkeeping) sul canale 16 quando in navigazione. In aree trafficate o per imbarcazioni professionali la sorveglianza può essere continua via radio o tramite funzioni di monitoraggio automatico degli apparati DSC.
Correttezza nelle chiamate vocali
Usare un linguaggio chiaro, identificarsi sempre con il nome dell’imbarcazione e l’MMSI se richiesto, specificare la natura della richiesta o dell’emergenza, e passare al canale di lavoro subito dopo il contatto iniziale sul canale 16. Evitare conversazioni prolungate su canale 16 che possano interferire con messaggi di emergenza.
Manutenzione e test
Testare regolarmente l’apparato e la funzione DSC con chiamate di prova autorizzate o controllate dalle autorità marittime locali. Assicurarsi che il GPS sia funzionante e collegato, che l’MMSI sia aggiornato in memoria, e che l’antenna sia adeguata e ben installata per garantire portata ed efficacia.
Configurazione e programmazione dell’apparato
Inserimento dell’MMSI
La programmazione dell’MMSI è un’operazione delicata: un errore di cifre può portare a chiamate erronee o a mancate risposte in caso di emergenza. Seguire il manuale del produttore e, se necessario, richiedere l’assistenza di un tecnico qualificato o dell’autorità marittima competente.
Collegamento al GPS
Per le chiamate di soccorso è fondamentale che il DSC trasmetta la posizione. Assicurarsi che l’apparato sia collegato a una sorgente GNSS (GPS/GLONASS). In assenza di GPS collegato, il messaggio DSC può essere meno efficace poiché non include coordinate precise.
Normativa e obblighi
Chi deve avere un apparato VHF/DSC?
La normativa varia per tipologia di navigazione (pleasure craft, professionale, pesca) e per paese. In molti stati, le imbarcazioni che navigano in mare aperto o esercitano attività commerciale sono obbligate ad avere un apparato VHF con funzione DSC e un MMSI registrato. Per la navigazione costiera da diporto, pur non sempre obbligatorio, il DSC è fortemente raccomandato per motivi di sicurezza.
Privacy e uso improprio
L’uso improprio delle chiamate di soccorso è soggetto a sanzioni. Le stazioni ricevono registrazioni e l’MMSI permette di risalire rapidamente al mittente. Evitare di fare test non autorizzati del distress: esistono procedure ufficiali per testare le funzionalità in sicurezza.
Integrazione con AIS, EPIRB e sistemi moderni
DSC e AIS
Spesso il DSC è integrato con apparati AIS (Automatic Identification System). L’AIS trasmette posizione e identità in chiaro, integrando la funzione di segnalazione e migliorando la consapevolezza situazionale in mare.
EPIRB e PLB
Gli EPIRB o PLB con capacità DSC o integrati con MMSI forniscono un’ulteriore garanzia di attivazione rapida dei soccorsi. Gli EPIRB tradizionali trasmettono su frequenze satellitari e quindi completano la funzione VHF/DSC nei casi in cui la copertura VHF non sia sufficiente.
Problemi comuni e soluzioni
Assenza di risposta dopo un DSC distress
Se non si riceve risposta a una chiamata distress DSC, verificare: status del GPS, potenza dell’apparato, corretta programmazione dell’MMSI, e che l’antenna non sia danneggiata. Riprovare e provare a lanciare anche una chiamata vocale su canale 16 specificando la natura dell’emergenza.
Falsi allarmi e azionamenti accidentali
Molti apparati hanno una procedura di conferma per evitare falsi allarmi. Se si verifica un’invio accidentale, è fondamentale inviare immediatamente un messaggio di “cancel” (annullamento) tramite DSC e spiegare la situazione su canale 16. Seguire le istruzioni locali per gestire e documentare l’accaduto.
Casi pratici ed esempi di chiamata
Esempio di chiamata distress via DSC
Supponiamo che l’imbarcazione “MareBlu” con MMSI 247123456 invii un distress: l’apparato invia il messaggio su canale 70 con dettaglio della posizione, tipo di emergenza (es. uomo a mare, incendio, imbarcazione in avaria) e tempo. Le stazioni riceventi rispondono via radio vocale o via DSC per confermare e coordinare i soccorsi.
Esempio di chiamata individuale
Vuoi contattare l’imbarcazione con MMSI 247654321: invii la chiamata individuale da canale 70, attendi la risposta e concordi di parlare su canale 72 per la conversazione. Questo evita di occupare il canale 16 inutilmente.
Formazione e addestramento
Perché addestrarsi all’uso del DSC
La tecnologia è uno strumento che accelera le operazioni, ma non sostituisce la competenza umana. Eseguire simulazioni di emergenza, esercitazioni radio e aggiornare l’equipaggio sulle procedure DSC è essenziale per tradurre la tecnologia in reale capacità di sopravvivenza e gestione del rischio.
Corsi e certificazioni utili
Per gli operatori professionali e per i comandanti è spesso richiesto un certificato di radiotelefonista o titolo equivalente che includa la formazione sulle procedure VHF/DSC. Anche per diporto, frequentare corsi pratici aiuta a ridurre gli errori in situazioni critiche.
Conclusione: integrazione sicura del VHF e del DSC a bordo
L’adozione corretta e la manutenzione di un apparato VHF con DSC, insieme a una registrazione accurata dell’MMSI e all’addestramento regolare dell’equipaggio, incrementano notevolmente la sicurezza in mare. Conoscere i canali VHF e le procedure di chiamata, mantenere la sorveglianza del canale 16, e usare il canale 70 esclusivamente per il DSC sono pratiche essenziali. Investire tempo nella configurazione, test e formazione è la miglior prevenzione contro incidenti e ritardi nei soccorsi.
Checklist rapida per l’equipaggio
Prima della partenza
– Verificare che l’apparato VHF/DSC sia funzionante e che l’antenna sia integra. – Controllare l’MMSI programmato e la connessione al GPS. – Designare un responsabile per la guardia radio sul canale 16.
In navigazione
– Tenere il canale 16 in ascolto. – Usare DSC per chiamate individuali e di gruppo efficaci. – Evitare l’uso improprio o test non autorizzati delle funzioni distress.
In caso di emergenza
– Attivare la chiamata distress DSC e, se possibile, comunicare la situazione su canale 16. – Collaborare con le risposte delle unità vicine e delle autorità. – Registrare l’evento e segnalare eventuali malfunzionamenti dell’apparato.
Glossario essenziale
Termini
VHF: Very High Frequency, banda radio per comunicazioni marittime.
DSC: Digital Selective Calling, sistema digitale per chiamate radio selettive.
MMSI: Maritime Mobile Service Identity, codice identificativo numerico a 9 cifre.
GMDSS: Global Maritime Distress and Safety System, sistema internazionale di soccorso e sicurezza marittima.
AIS: Automatic Identification System, sistema di identificazione automatica delle unità in mare.
Risorse consigliate per approfondire
Per approfondire ulteriormente le procedure, la normativa locale e le assegnazioni dei canali VHF, consultare le autorità marittime competenti, i manuali degli apparati VHF e i corsi riconosciuti per operatori radio. La sicurezza in mare dipende dalla preparazione tecnica ma anche dalla conoscenza pratica delle procedure illustrate in questa guida.
Nota finale
Questa guida fornisce informazioni pratiche e operative su VHF, DSC, MMSI e chiamate digitali per migliorare la sicurezza e l’efficacia delle comunicazioni in mare. Applicare le procedure descritte e mantenere l’attrezzatura in perfetto stato sono attività fondamentali per ogni comandante e per ogni equipaggio.


